Sorprese… mortali!

Era da tempo che volevo scrivere qualcosa sull’argomento, quindi approfitto dell’iniziativa Blog Action Day per sfogarmi e dare il mio piccolo contributo alla causa dell’ambiente. Per fortuna c’e’ Internet, il medium rivoluzionario che ci permette di far sentire la nostra voce e di unirci in coro contro le ingiustizie e i mali del nostro tempo.
Ma passiamo al post di oggi. Il titolo si riferisce alla tragica moda secondo i cui dettami si infarciscono, da anni, prodotti alimentari per bambini (e non) con ogni genere di chifezzine in plastica, oggetti che nella maggior parte dei casi finiscono rapidamente nel secchio della spazzatura. Se la sopresa una volta era relegata alle uova di Pasqua, queste ultime sono diventate un prodotto senza limitazione festiva, mentre la prima è stata trasformata in uno strumento di marketing selvaggio. Certo, anche ai miei tempi prodotti come i formaggini o le merendine avevano delle ‘soprese’, ma si trattava in gran parte di prodotti basati sulla carta (adesivi, figurine, ecc.) e legati a una forma di collezionismo sicuramente più sensata, in quando si finiva per appiccicarle a un album o scambiarle con gli amici.
Ma il titolo di questo post ha anche un altro significato, si riferisce alla minacciosa diffusione dei sacchetti di plastica e degli altri contenitori di cibi o detersivi prodotti con lo stesso materiale. Se non vi fa troppo schifo, date un’occhiata al contenuto dei cassonetti oppure, al limite, a quello del prossimo sacchetto che butterete là dentro. Non riesco ancora a capacitarmi di come sia cresciuta la ‘produzione’ di spazzatura (e in particolare di materiale plastico nella stessa) da parte della gente negli ultimi decenni: chi ha più di trent’anni dev’essere cieco per non rendersi conto che qualcosa non va. A quanto pare soluzioni come quelle adottate dagli irlandesi (una tassa di 15 centesimi per saccheto di plastica) o dai cittadini di San Francisco (ripiego sui sacchetti di carta riciclata) non bastano, contro l’ondata di consumismo e di sprechi che ci sta travolgendo inesorabilmente e che sta avvelenando il nostro splendido pianeta.
Perché non obbligare i clienti dei supermercati a usare borse ‘riciclabili’, con degli incentivi all’utilizzo di questi contenitori? Questa potrebbe essere una soluzione, visto che i sacchetti di carta e quelli biodegradabili non sono che palliativi. Riguardo ai contenitori dei prodotti, invece, basterebbe accentuare l’uso dei dispenser incoraggiando (o costringendo) le aziende produttrici a proporre questa forma di acquisto ai clienti, magari con formule di risparmio notevoli rispetto alla confezione tradizionale (e qualcuno già lo fa, ma sono pochi).
Soprattutto, bisognerebbe educare i cittadini, educare la gente, introdurre un’educazione ambientale nelle scuole che non sia relegata a qualche sporadica iniziativa ma trasformata in vera e propria materia di studio (magari riesumando e riadattando la vecchia, cara Educazione Civica in modo da apportare altri positivi effetti sui futuri cittadini di ogn paese e dell’intero globo).
Ma probabilmente ci sono altri interessi dietro a tutto questo, interessi economici enormi di giganti la cui testa è troppo lontana dal terreno per accorgersi di come questo sia ormai coperto di materiali inquinanti, e quando il livello di inquinamento salirà fino al loro naso si renderanno conto, forse, di essere rimasti soli sul pianeta e di non avere altra scelta che estinguersi a loro volta.

2 pensieri riguardo “Sorprese… mortali!”

  1. Tragicamente vero, Francesco. L’umanità è stata più volte paragonata a una ‘muffa’ o una forma virale che attacca il pianeta e lo distrugge sempre più velocemente, e in effetti se consideriamo la parte ‘civilizzata’ della popolazione terrestre non è difficile inquadrarla come tale. Chissà se ci ‘sveglieremo’ in tempo prima che sia troppo tardi… oppure è già troppo tardi? 🙁

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