Morte virtuale, morte reale

Una scena di morte in Second Life
Una notizia che ha fatto il giro del ciberspazio in queste ore ha del grottesco e ha tutta l’aria di una bufala: il blogger che l’ha lanciata dal suo sito riferiva, nel post, che uno studente dell’università del Michigan, dopo aver perso la sua vita virtuale intorno alle tre di mattina nel famoso gioco on-line Second Life, era stato ritrovato privo di conoscenza nel parcheggio dell’istituto ed era poi deceduto in ospedale. La morte sembrava provocata da cause assurdamente simili a quelle che avevano decretato la morte del suo avatar nel gioco. Il giovane, un diciottenne di nome Jesse Smith, avrebbe riportato gravi lesioni interne ma non presentava alcun segno visibile sul corpo. Secondo il racconto dell’autore, nella sua vita alternativa in SecondLife era stato investito, poche ore prima, da un’auto mentre un gruppo di suoi colleghi di università creava il caos su una delle isole del gioco in un folle carosello di auto in stile Mad Max. Tra l’altro pare che un avatar di Second Life non ‘muoia’ a meno che non sia deliberatamente cancellato dal gioco per motivi legati alla gestione del suo personaggio o all’iscrizione.
La coincidenza è quantomeno paradossale e sembra uno di quegli spunti adottati, in passato, per promuovere fenomeni come The Blair Witch Project: l’articolo che riportava la notizia (e che ha già avuto il suo momento di notorietà in digg) non sembrava avere, ovviamente, tutte le carte in regola per essere attendibile, e in molti si sono mossi per confutarlo, dimostrando in particolare come l’autore l’avesse sfruttato per promuovere il suo blog. Al momento il post è stato rimosso dall’autore stesso, e non compare più sul blog. In ogni caso, resta un ottimo esempio di come il social bookmarking riesca a rilanciare rapidamente una notizia (vera o falsa che sia) nella Rete mettendola in particolare evidenza. Oops, alla fine ho contribuito anch’io ad accrescerne la notorietà… 😉

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