Internet, chi era costei?


una scimmia nerd A circa un anno e mezzo dal mio post Italiamish, brava gente, leggo notizie altrettanto sconfortanti che, pur parlando di crescita, dimostrano ancora una volta la nostra arretratezza tecnologica: nell’articolo pubblicato da PC + Facile, così come da altre fonti, sono riportate le deludenti conclusioni ispirate dai nuovi dati dell’Istat, secondo cui (a fronte di un leggero aumento dei PC e delle connessioni a Internet nelle case degli italiani) vi è una percentuale spaventosa (quattro su dieci) di persone che ritengono la Rete addirittura inutile. Inoltre, se associamo la notevole percentuale di persone ‘disinteressate’ a quella di chi, anche volendo, non riesce a collegarsi come dovrebbe, il quadro si fa ancora più fosco.

Qualche mio amico si entusiasma per fenomeni come YouTube e guarda già alla Web-TV come fenomeno di massa… ma quale massa? Se Internet e la banda larga restano confinati alle sole città (e anche là in modo parziale) e tutta l’Italia ‘di provincia’ viene considerata ‘rurale’ e di conseguenza non meritevole di infrastrutture idonee alla diffusione dei media tecnologici, ci sarà da aspettare parecchio prima che si parli di ‘massa’.
Ma forse c’è chi spinge perché ciò avvenga, e mi sembra strano che il caro Beppe Grillo non ne abbia ancora parlato nel suo blog, nonostante la sua accesa battaglia con Telecom. Forse chi gestisce la carta stampata e i periodici si è accorto che leggere le notizie su Web rende persino i quotidiani tradizionali un ‘medium defunto’ e vuole evitare che i funerali siano celebrati? La mia speranza (e credo quella di almeno tre italiani su dieci, esageriamo, va’) è che Internet possa travolgere come un fiume in piena la passività dei contenuti televisivi di stato e dei network ‘terrestri’ (per fortuna c’è SKY e la possibilità di scegliere), la vacuità della stampa periodica e l’ottusità di chi dovrebbe incentivare la Rete e invece pensa a svuotare le tasche già vuote di noi italiani. Amen.

2 pensieri riguardo “Internet, chi era costei?”

  1. Beh, il fenomeno è da analizzare profondamente. I motivi del perché l’Italia sia indietro sono molteplici e non sempre legati a scelte politiche errate o scarsi investimenti nel comparto tecnologico. C’è da ricordare che in Italia il computer è ancora visto come un qualcosa di noioso o come un oggetto destinato a sapientoni facenti parte di una setta di eletti. Piuttosto preferiamo divertirci andando per locali o nei ristoranti, a fare shopping e a vivere all’aria aperta. Nel nord Europa invece sono un po’ più casalinghi per ovvie ragioni climatiche e diventa per loro quasi “obbligatiorio” avere un pc in casa, altrimenti si darebbero randellate sui maroni per passare il tempo. Se a questo unisci l’ignoranza informatica diffusa, i dati diventano ancor più comprensibili. Internet è inutile per chi non ha mai avuto modo di poter usufruire dei servizi telematici. Ormai anche mio padre, che a malapena riesce ad accendere il PC, oggi si paga tasse, bollette e bollettini tutto via Internet. Lo fa quando gli fa comodo e non deve uscire di casa, fare file. e così via. Certo, lui ha me come consulente (sempre spazientito, non supporto gli utonti). Per gli altri invece non è così e lo capisci dalle frasi che sento più spesso che sono: su Internet mi rubano i soldi, non è sicuro, non è detto che riesca a pagare…etc etc.
    E se in ultimo ci mettiamo la triste arretratezza di certe zone rurali e di parte del sud, non è certo la scarsa diffusione di Internet che ci deve preoccupare.

  2. Non dirlo a me, Manfry, che sono nato e cresciuto (a parte qualche anno a Milano e Roma) in una remota provincia del Sud, a combattere con quei problemi che giustamente sottolinei…
    Sul Nord Europa potrei anche essere d’accordo, ma c’e’ il RESTO d’Europa, per esempio Francia e Spagna, e noi siamo sempre il fanalino di coda quando si parla di tecnologia: ti ricordi le differenze di successo fra Minitel e Videotel? Oppure fra sviluppo software in Spagna e in Italia ai tempi degli 8-bit? La storia si ripete, purtroppo.
    Personalmente, anche senza banda larga, pago le mie bollette on-line, eseguo bonifici e acquisto prodotti per farmeli recapitare a domicilio, risparmiando tempo, code, soldi e stress. Basterebbe questo per far capire agli Italiani quanto è utile Internet. Certo, poi ci sarebbe da fargli vedere come si usa il computer, come si evitano i virus.. oppure fargli comprare semplicemente dei Mac invece che dei PC 😉

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