Habemus logo (… e io pago!)

il nuovo logo italiano Non posso resistere, devo sfogarmi… del resto anche Filippo di MacBlog incita a reagire, e io sto covando questa cosa da dopo pranzo, un pasto che mi è andato di traverso dopo aver visto il nuovo logo nazionale commissionato dai nostri governanti e pagato ben 80.000 euro e il famigerato sito da 45 milioni di euro.
Partiamo dal logo, che potete ammirare in tutta la sua originalità e splendore comunicativo all’inizio di questo post: l’unico IT che riesce a fare più paura di questo logo è quello di Stephen King, e un giro di opinioni fra i miei amici (alcuni grafici di professione) ha confermato che la mia non è un’impressione soggettiva. Sul Web, quando si deve decidere per un logo importante, vengono istituiti dei veri e propri contest, sfide dove decine, centinaia, migliaia di grafici o aspiranti tali propongono di tutto, riuscendo a ideare anche cose stupende… il tutto a fronte della gloria e di un piccolo premio o compenso. Noi no, noi italiani (o meglio, chi ci rappresenta) commissioniamo il logo che identificherà la nazione con una gara alla quale possono partecipare solo agenzie che hanno fatturato cifre da capogiro, anche perché, si sa, solo chi si fa pagare profumatamente offre servizi e prodotti d’eccezione, è una regola aurea.
Paul Emical* ha addirittura proposto un simbolo molto più significativo per il logo nazionale, capace di rappresentare perfettamente la nostra situazione di cittadini della penisola.
Il simbolo rappresentativo della nostra situazione di cittadini italianiLo potete ammirare qui a fianco, e cliccarci su per una visione più ampia. Credo che in qualche modo quella forma verde possa anche richiamarlo, se escludiamo la protuberanza che la fa assomigliare al tronco da cui Mastro Geppetto ricavò Pinocchio.
il video di presentazione del sito www.italia.itMa passiamo ora al sito. Se è vero che è costato 45 milioni di euro (sì, avete letto bene, circa novanta miliardi di vecchie, adorate lire! Oddio, mi sento male! I NOSTRI soldi), e se penso che avviandolo sono riuscito solo a vedere, del video di presentazione, il primo fotogramma (un occhio dalla palbebra calata e segnata da antiestetici vasi sanguigni) con la mia connessione ISDN schifosamente lenta rispetto all’ADSL, ma sicuramente più veloce della dial-up che ancora molti (troppi) miei connazionali sono costretti a usare perché Telecom non può spendere 32.000 euro per adeguare ognuna delle centrali ancora sprovviste di DSLAM e recuperare poi l’investimento nel giro di un annetto… se penso che con quei soldi si sarebbe potuta estendere la banda larga, un bene per la comunicazione nazionale, a chissà quanti comuni ancora relegati al medievo della comunicazione digitale… se penso… ma forse penso troppo, questo è il mio errore. Certo, noi diseredati della banda larga possiamo saltare la presentazione col pulsante skip (SKIP? sul sito che rappresenta l’Italia?!?!), e accedere subito alle meraviglie interattive che si nascondono nel sito vero e proprio, dove la prima lingua selezionabile dal menu è, ovviamente… l’inglese?!??! Eh sì, mi fa sentire molto più europeo, cosmopolita…
Non parliamo, poi, dell’usabilità e attualità tecnologica del sito, credo che leggerete molti commenti a riguardo da persone ben più specializzate di me, nei prossimi giorni.
Mi sto chiedendo cosa dirà Beppe Grillo sul suo blog riguardo a quest’operazione, spero scriva qualcosa di questo sperpero anche se non sono i 900 milioni di euro della inutile tratta Broni-Mortara. Non vedo l’ora di leggere il suo commento e riuscire magari anche a ridere un po’ mentre piango per l’ennesimo sperpero dei NOSTRI soldi…

10 pensieri riguardo “Habemus logo (… e io pago!)”

  1. … poveri noi … 🙁

    sto lavorando ad un progetto epocale … caro Jack

    non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7/3/2001

    🙂

    20 euro x 2 anni e una petizione online

    e’ in costruzione … gli dai uno sguardo ?

    lavortradito.it

    1 milione di firme … e ci riprendiamo la pensione retribuita per noi e per i nostri figli !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Ed io pagoooo.
    Ma stiamo scherzando ma puo’ essere che in Italia funzioni tutto così.
    4 milioni di Euro.
    Ma finiamola e noi comuni mortali continuiamo a pagare tasse su tasse.
    Che schifo.

  3. @Paolo C
    Beh, dai, c’è tutta la fase di progettazione, raccolta dei dati, programmazione, aggiornamento, e poi la grafica… l’hosting stabile per evitare che il sovraffollamento di accessi provochi un blocco del sito, e magari anche i sistemi di monitoraggio e sicurezza contro il defacement… vuoi mettere?
    Cosa sono, in fondo, 45 milioni di euro?
    Cosa vuoi che significhi lo sdegno generale espresso dal Web italiano nei confronti di questo sperpero ingiustificato dei NOSTRI soldi?

  4. @Jack
    Il problema che in Italia si esagera con tutto, perchè poi qualcuno ci guadagna sopra.
    E noi paghiamo e stringiamo la cinghia per arrivare alla fine del mese, che sembra poi un traguardo sempre più lontano.
    A noi mettono nuove tasse perchè dobbiamo tappare il buco del deficit, mentre i parlamentari e politici si sono aumentati lo stipendio.
    Ma non si vergognano, dai finiamola prima o poi continuando così, ci sarà una rivoluzione. L’Italiano si è stuffato di pagare pagare pagare, e lavorare per sopravvivere e limitandosi della gioia di regalare qualcosa al proprio figlio perchè non può farlo.
    Mentre c’è chi fa vizi e stra vizi.
    Prendiamo esempio i Calciatori guadagni esagerati che un povero operaio neanche se lavora 10 vite riuscirà a guadagnare.
    E poi parlano di crisi del calcio e dobbiamo trovare fondi per risollevare il calcio. Ma va……………
    Ma una bilancia nooo? Be poi c’è la bilancia della morte che ci rende tutti uguali.
    Cambierà qualcosa ? Io penso di no!
    Il ricco sarà sempre più ricco, il ceto medio adesso è diventato povero; e i poveri ancora più poveri.
    ViVa Italia Grazie.
    Ciao Jack

  5. @Jack
    Il problema che in Italia si esagera con tutto, perchè poi qualcuno ci guadagna sopra.
    E noi paghiamo e stringiamo la cinghia per arrivare alla fine del mese, che sembra poi un traguardo sempre più lontano.
    A noi mettono nuove tasse perchè dobbiamo tappare il buco del deficit, mentre i parlamentari e politici si sono aumentati lo stipendio.
    Ma non si vergognano, dai finiamola prima o poi continuando così, ci sarà una rivoluzione. L’Italiano si è stuffato di pagare pagare pagare, e lavorare per sopravvivere e limitandosi della gioia di regalare qualcosa al proprio figlio perchè non può farlo.
    Mentre c’è chi fa vizi e stra vizi.
    Prendiamo esempio i Calciatori guadagni esagerati che un povero operaio neanche se lavora 10 vite riuscirà a guadagnare.
    E poi parlano di crisi del calcio e dobbiamo trovare fondi per risollevare il calcio. Ma va……………
    Ma una bilancia nooo? Be poi c’è la bilancia della morte che ci rende tutti uguali.
    Cambierà qualcosa ? Io penso di no!
    Il ricco sarà sempre più ricco, il ceto medio adesso è diventato povero; e i poveri ancora più poveri.
    ViVa Italia Grazie.
    Ciao Jack.

  6. Pingback: Divario Digitale » Italia.it un Sito con uno Strano Rapporto Prezzo-Qualità
  7. @Paolo C.
    A proposito di calciatori, credo abbia letto anche tu dell’orologio ‘rapinato’ a Bobo Vieri… se penso che il prezzo di quell’orologio equivale a più di un anno di stipendio di un ‘comune mortale’, non riesco a provare alcun rammarico per la disavventura di un personaggio che in ogni caso rispetto come sportivo. Mi chiedo soltanto se lui (e tutti quelli come lui) oltre all’apparenza bada anche ad aiutare gli altri, i bisognosi che con le cifre che per lui sono quelle dello shopping di un fine settimana possono magari vivere in condizioni piu’ umane per molti mesi o addirittura migliorare le condizioni di vita di un intero villaggio o comunità.
    Io, nel mio piccolo, faccio sempre un po’ di beneficienza, e se la facessimo tutti, soprattutto chi di soldi ne ha in sovrabbondanza, questo sarebbe senz’altro un mondo migliore.

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