Google e il controllo del Mondo

La notizia dell’iscrizione diretta, per gli utenti europei, al servizio di posta GMail di Google (in precedenza disponibile solo su invito di altri utenti o, negli USA, con iscrizione via SMS) ha riacceso, sul Web, i dibattiti sull’espansione del gigante digitale creato da Brin e Page e sui pericoli che questa potrebbe avere sulla privacy dei netizen, i cittadini della Rete, e non solo. Il video che vedete qui sotto è uno dei documenti oggi circolanti su Internet dove si pongono legittime domande circa la vera estensione del processo di profiling che Google opera su ogni utente dei suoi servizi. Dove si spingeranno le indagini sui dati raccolti durante l’uso di GMail, Google Calendar, Blogger.com o dello stesso motore di ricerca? Nel video si menzionano alcuni investimenti di Google Inc. nella ricerca genetica… dovremmo spaventarci il giorno in cui l’azienda regalerà delle tastiere dotate di tasti speciali per l’accesso rapido ai suoi servizi, pensando che un semplice starnuto può permettere alla periferica di rilevare il nostro DNA e trasmetterlo, via USB, al software di Google e ai suoi tentacolari archivi digitali, pronto per essere inserito nella nostra scheda identificativa personale? Qualcuno la chiama paranoia, ma c’è chi si pone seriamente il problema…

2 pensieri riguardo “Google e il controllo del Mondo”

  1. Perchè google? perchè non microsoft?apple?dell?hp? perchè non le aziende che non conosciamo?quelle che raccolgono dati dalla tessera punti della spesa?

    la verità e che quando un azienda diventa ricca chi non ha li stessi soldi inizia a pensare che sia pericolosa…

  2. In fondo, la stessa Internet è un ricettacolo di dati personali, e Google non fa altro che il suo lavoro: raccoglierli e renderne più rapida e facile la consultazione. L’intuizione di abbinare questi dati a pubblicità mirate è stata geniale, diciamocelo, e molti invidiano Brin e Page soprattutto per questo, avrebbero dato qualsiasi cosa per averci pensato prima di loro. Però la pubblicità contestuale, compresa quella in GMail, non è poi così brutta, anzi a volte saltano fuori dei link su cui io stesso clicco volentieri. Poi, se qualcuno deve schedarmi, Google sarà l’ultimo di cui mi voglio preoccupare, dal momento che ormai registrano persino quello che diciamo al telefono, e ci sono videocamere di sorveglianza che ci riprendono un po’ dappertutto, così come c’è chi controlla le nostre transazioni bancarie e della carta di credito, e così via. Internet ospita i dati di milioni e milioni di utenti, non solo su GMail ma un po’ dappertutto, figuriamoci se ognuno di questi dovesse preoccuparsi di avere un ‘dossier’ personale in mano a qualche ‘spione’…

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