Sbatti la “falce” in prima pagina

Per la serie “pur di farsi cliccare” (si è disposti a figuracce linguistiche), in questo caso il terribile (ma efficace) verbo “falciare” viene adottato in modo del tutto inappropriato, quando basterebbe una rapida ricerca su Google (sicuramente disponibile visto che chi scrive lo sta facendo online) per accorgersi che in un simile contesto è del tutto inappropriato.

Pur di farsi cliccare…

Ecco una delle nuove ‘tendenze’ del Web, dove ormai si fa di tutto per guadagnare dei click dal pubblico in particolare quando si tratta di notizie: corredare una notizia di cronaca, in genere piuttosto tragica e toccante, con nomi e cognomi anche quando le persone coinvolte non sono affatto ‘note’. Ne parlo, ovviamente, con tutto il rispetto per chi, ovviamente, è parte di tali vicende, rispetto che in molti di questi casi sembra mancare addirittura per la privacy delle vittime e dei loro cari.

Finché si tratta di quotidiani locali, o altri siti di cronaca locale, appunto, ciò può avere anche un significato e una relativa importanza, com’è facile intuire.

Quando, invece, l’organo di informazione ha una portata nazionale, è altrettanto facile intuire come l’indicazione delle generalità di una vittima di un incidente o di altra disgrazia o vicenda drammatica serve più che altro a spingere il pubblico, incuriosendolo, a cliccare per scoprire di chi si tratta, pensando che magari si stia facendo riferimento a qualche personaggio noto, stuzzicando la curiosità morbosa di molti.

Ecco un esempio preso dalla cronaca odierna, provate a confrontare questo titolo con quelli relativi alla stessa notizia ma pubblicati da altri organi di informazione (vedi foto dopo il link):

Leggo.it: Stefania Signore morta con il figlio Christian. Travolti dal temporale, disperso l’altro bimbo….
https://www.leggo.it/italia/cronache/stefania_signore_morta_maltempo_calabria-4018850.html