La pirateria on-line è davvero dannosa?

Ah, se tutti i pirati fossero così :-pE’ il dubbio espresso nell’articolo di Alessandra Carboni, pubblicato sul Corriere un paio di giorni fa. Un articolo che torna a stuzzicare molti lettori, secondo il quale potrebbero esserci delle infondatezze nelle cifre fornite dalle major cinematografiche e discografiche a sostegno dei presunti danni che la diffusione di materiale protetto da copyright causa al mercato musicale e filmografico. Intendiamoci, non è la prima volta che se ne parla: un paio di mesi fa ci ha provato Antonio Dini su Macity, ispirandosi a un articolo di Ars Technica che risale addirittura a marzo di quest’anno.
A dire il vero questo dubbio ce l’avevamo già in molti, visto che bene o male tutti acquistiamo DVD e CD originali anche se può capitare di scaricare un film o un brano musicale da Internet, così come acquistavamo dischi di vinile e musicassette oppure film in VHS quando registravamo le canzoni dalla radio o i film dalla TV con il videoregistratore.
Allora, però, nessuno gridava allo scandalo e si ricopriva il capo di cenere, il mercato era florido, tutti erano felici.
Qualcuno ha fatto un po’ di calcoli per analizzare la crescita nella produzione di titoli lungo gli anni? Forse il portafogli dei consumatori si espande allo stesso ritmo della produzione cinematografica e musicale (dove l’aumento di quantità è inversamente proporzionale a quello della qualità, tra l’altro)? Oppure qualcun altro ha analizzato il rapporto fra aumento della disponibilità di film sui canali satellitari e diminuzione del noleggio video o dell’acquisto di DVD?
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La guerra in Iraq profetizzata in un film?

Qualcuno, sul Web, ha individuato in una scena del film Il Settimo Viaggio di Simbad, le frasi che dovrebbero profetizzare il conflitto in Iraq e la distruzione di Baghdad. Per curiosità sono andato a rivedermi la scena in questione (sono un fan del grande Harryhausen, che è anche stato da queste parti per le riprese di Giasone e gli Argonauti e per quelle di Scontro di Titani, negli anni Sessanta, quindi colleziono i suoi film e li rivedo con piacere), e devo dire che fa un certo effetto sentir parlare di grande distruzione, guerra e morte riguardo alla capitale irachena. Qui sotto trovate il filmato originale, la cui traduzione (nella versione italiana) della parte cruciale è la seguente: Il mio spirito osserva ciò che deve accadere nel tempo che verrà […] Io vedo delle orrende sciagure. […] Io vedo morte, macerie e tanto sangue, e la popolazione affamata. Io vedo… guerra! Guerra spaventosa fra Baghdad e Chandra. Le parole della traccia inglese originale parlano anche di grandi edifici che crollano, un particolare scomparso nella traccia italiana. Ovviamente, se si riflette sull’origine della storia (Le Mille e una Notte), sugli eventi bellici del passato e sulle varie conquiste e dominazioni da parte di popoli stranieri, possiamo dire che la profezia presentata nel film è piuttosto facile, giusto?

Gli americani scoprono Bozzetto (30 anni dopo)

La locandina di Allegro non troppo di Bruno BozzettoSaranno (forse) atterrati sulla Luna prima degli altri, ma scoprire solo oggi che un grande cartoonista italiano ha realizzato una parodia del disneyano Fantasia è un po’ una pecca, per i nostri colleghi (blogger) d’oltreoceano. Il seguitissimo BoingBoing pubblica, infatti, un post dove cita il lungometraggio Allegro Non Troppo di Bruno Bozzetto di cui a quanto pare è stato inserito il video su YouTube (ma… e i diritti d’autore?), consigliando oltremodo a chi lo guarderà sul luogo di lavoro di stare attento per le scene di nudo presenti in una delle sequenze più frenetiche! Vabbè, almeno servirà a far vendere qualche copia del DVD sottotitolato in inglese ad Amazon.com.

Il famoso urlo del soldato Wilhelm

Che un suono venga riciclato in vari film può anche essere normale, ma permettetemi di rimanere alquanto sorpreso nello scoprire che l’urlo ascoltato da milioni (miliardi?) di persone in film come Willow, Assalto alla Terra, Howard e il destino del mondo, Batman Returns o quelli delle saghe di Guerre Stellari e di Indiana Jones (e addirittura cartoni come Aladdin e Toy Story) appartiene a una comparsa di un B-movie western del 1953 intitolato The Charge at Feather River. Vedere (e ascoltare!) per credere!

Addio, Sensei…

Yoriyuki Pat MoritaC’è chi lo ricorda come gestore del locale Alfred’s di Happy Days, chi ancora ricorda le istruzioni “Metti la cera, togli la cera” in Karate Kid, un film che è ormai una delle icone degli anni Ottanta. “Pat” Morita, all’anagrafe Moriyuki Morita, ci lascia all’età di 73 anni, ma resterà nei nostri cuori la sua faccia resa ancora più simpatica dal doppiaggio italiano. Se conoscete l’inglese potete leggere la notizia completa (e guardare il video commemorativo) su questa pagina Web di CNN. Altrimenti, vi basterà cercare le parole “Karate Kid” in Google in questi giorni per leggere qualche memoriale del simpatico maestro. Addio, Sensei…