Internet, chi era costei?


una scimmia nerd A circa un anno e mezzo dal mio post Italiamish, brava gente, leggo notizie altrettanto sconfortanti che, pur parlando di crescita, dimostrano ancora una volta la nostra arretratezza tecnologica: nell’articolo pubblicato da PC + Facile, così come da altre fonti, sono riportate le deludenti conclusioni ispirate dai nuovi dati dell’Istat, secondo cui (a fronte di un leggero aumento dei PC e delle connessioni a Internet nelle case degli italiani) vi è una percentuale spaventosa (quattro su dieci) di persone che ritengono la Rete addirittura inutile. Inoltre, se associamo la notevole percentuale di persone ‘disinteressate’ a quella di chi, anche volendo, non riesce a collegarsi come dovrebbe, il quadro si fa ancora più fosco.
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Morte virtuale, morte reale

Una scena di morte in Second Life
Una notizia che ha fatto il giro del ciberspazio in queste ore ha del grottesco e ha tutta l’aria di una bufala: il blogger che l’ha lanciata dal suo sito riferiva, nel post, che uno studente dell’università del Michigan, dopo aver perso la sua vita virtuale intorno alle tre di mattina nel famoso gioco on-line Second Life, era stato ritrovato privo di conoscenza nel parcheggio dell’istituto ed era poi deceduto in ospedale. La morte sembrava provocata da cause assurdamente simili a quelle che avevano decretato la morte del suo avatar nel gioco. Il giovane, un diciottenne di nome Jesse Smith, avrebbe riportato gravi lesioni interne ma non presentava alcun segno visibile sul corpo. Secondo il racconto dell’autore, nella sua vita alternativa in SecondLife era stato investito, poche ore prima, da un’auto mentre un gruppo di suoi colleghi di università creava il caos su una delle isole del gioco in un folle carosello di auto in stile Mad Max. Tra l’altro pare che un avatar di Second Life non ‘muoia’ a meno che non sia deliberatamente cancellato dal gioco per motivi legati alla gestione del suo personaggio o all’iscrizione.
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Tecnologia e stress – connubio inevitabile?

Stress da tecnologiaQuesto potrebbe essere il primo di una serie di post dal tono e dal sapore ‘luddista’, visto che comincio a sopportare sempre meno i problemi intrinseci nell’utilizzo di prodotti tecnologici e il ‘problem solving’ fine a se stesso che questi ultimi sembrano stimolare quotidianamente.
In ogni caso mi sembra che sia doveroso segnalare certi potenziali problemi a chi sta per avventurarsi sugli stessi sentieri e, magari con un colpo di fortuna, giunge su queste pagine Web seguendo una ricerca sul prodotto in questione: il router Cisco 803 ISDN (della famosa Serie 800).
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Un italiano su dieci e' analfabeta

Un lettore?Almeno e’ quanto leggo su Panorama on-line, che commenta i risultati di un’inchiesta da cui risulta che quasi sei milioni di persone, ovvero il dodici per cento della popolazione, sono totalmente analfabeti o privi di un titolo di studio. Milioni di italiani che non solo non potranno mai utilizzare Internet, ma nemmeno leggere giornali e libri.
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