Senza vergogna…

Per il posto soffiato dalla Boldrini Alitalia rimborsa il cliente con 15 euro

«Al momento dell’imbarco, mi è stato detto che non potevo sedermi in prima fila, dove da settimane avevo prenotato, perché c’era un disabile – ricorda l’imprenditore cuneese – Naturalmente non mi sono lamentato, ci mancherebbe, e non ho neppure chiesto di poter avere il rimborso per il cambio posto».

Invece di un disabile, si è però accomodata la Boldrini con il suo staff.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/posto-soffiato-boldrini-alitalia-rimborsa-cliente-15-euro-1579000.html

La pirateria on-line è davvero dannosa?

Ah, se tutti i pirati fossero così :-pE’ il dubbio espresso nell’articolo di Alessandra Carboni, pubblicato sul Corriere un paio di giorni fa. Un articolo che torna a stuzzicare molti lettori, secondo il quale potrebbero esserci delle infondatezze nelle cifre fornite dalle major cinematografiche e discografiche a sostegno dei presunti danni che la diffusione di materiale protetto da copyright causa al mercato musicale e filmografico. Intendiamoci, non è la prima volta che se ne parla: un paio di mesi fa ci ha provato Antonio Dini su Macity, ispirandosi a un articolo di Ars Technica che risale addirittura a marzo di quest’anno.
A dire il vero questo dubbio ce l’avevamo già in molti, visto che bene o male tutti acquistiamo DVD e CD originali anche se può capitare di scaricare un film o un brano musicale da Internet, così come acquistavamo dischi di vinile e musicassette oppure film in VHS quando registravamo le canzoni dalla radio o i film dalla TV con il videoregistratore.
Allora, però, nessuno gridava allo scandalo e si ricopriva il capo di cenere, il mercato era florido, tutti erano felici.
Qualcuno ha fatto un po’ di calcoli per analizzare la crescita nella produzione di titoli lungo gli anni? Forse il portafogli dei consumatori si espande allo stesso ritmo della produzione cinematografica e musicale (dove l’aumento di quantità è inversamente proporzionale a quello della qualità, tra l’altro)? Oppure qualcun altro ha analizzato il rapporto fra aumento della disponibilità di film sui canali satellitari e diminuzione del noleggio video o dell’acquisto di DVD?
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Ho sbagliato mestiere?

Un classico piercing alla linguaA quanto pare il tema del lavoro e dell’occupazione resta centrale nei post di questo periodo: sarà mica una delle mie solite crisi di identità professionale che comincia ad affacciarsi? Diciamo che tutto è nato dall’avere accompagnato mio figlio, ieri pomeriggio, a farsi un piercing in una cittadina poco distante dal nostro ‘villaggio’ (essendo quindicenne doveva essere accompagnato da un adulto, possibilmente un genitore, secondo le nuove normative). Prima che qualcuno faccia commenti sull’educazione dei figli, ricordatevi che sono stato adolescente negli anni Settanta, e ho fatto anche di peggio.
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Il Lato Oscuro del Digitale

una vita per il digitaleDa cinque a quindici ore al giorno dedicate all’esplorazione di un mondo vastissimo. Una media di sette ore e mezza (per difetto, in realtà la media è molto più alta) che moltiplicata per trecentosessantacinque giorni è uguale a quasi tremila ore, che moltiplicate a loro volta per venticinque anni arrivano quasi a settantacinquemila ore (che riaccorpate diventano 3.125 giorni ovvero più di otto anni). Nonostante ciò, non bastano ad esplorare quel mondo, perché esso continua a espandersi e diventa sempre più complesso.

Una sola scelta, infinite rinunce

È stato così dall’inizio.
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Lavorare: quanto, come, perche’

Un segnale molto notoApprofittando del commento che l’autore del blog bruttagente ha inserito per il post precedente, sono andato a curiosare nei suoi scritti e devo dire che mi sono piaciuti, nonostante il tono polemico e un po’ negativo (ma i blog devono riflettere i pensieri, le idee e le opinioni dell’autore, no?). In particolare, mi ha colpito il post intitolato Il riposo del guerriero.
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