La pirateria on-line è davvero dannosa?

Ah, se tutti i pirati fossero così :-pE’ il dubbio espresso nell’articolo di Alessandra Carboni, pubblicato sul Corriere un paio di giorni fa. Un articolo che torna a stuzzicare molti lettori, secondo il quale potrebbero esserci delle infondatezze nelle cifre fornite dalle major cinematografiche e discografiche a sostegno dei presunti danni che la diffusione di materiale protetto da copyright causa al mercato musicale e filmografico. Intendiamoci, non è la prima volta che se ne parla: un paio di mesi fa ci ha provato Antonio Dini su Macity, ispirandosi a un articolo di Ars Technica che risale addirittura a marzo di quest’anno.
A dire il vero questo dubbio ce l’avevamo già in molti, visto che bene o male tutti acquistiamo DVD e CD originali anche se può capitare di scaricare un film o un brano musicale da Internet, così come acquistavamo dischi di vinile e musicassette oppure film in VHS quando registravamo le canzoni dalla radio o i film dalla TV con il videoregistratore.
Allora, però, nessuno gridava allo scandalo e si ricopriva il capo di cenere, il mercato era florido, tutti erano felici.
Qualcuno ha fatto un po’ di calcoli per analizzare la crescita nella produzione di titoli lungo gli anni? Forse il portafogli dei consumatori si espande allo stesso ritmo della produzione cinematografica e musicale (dove l’aumento di quantità è inversamente proporzionale a quello della qualità, tra l’altro)? Oppure qualcun altro ha analizzato il rapporto fra aumento della disponibilità di film sui canali satellitari e diminuzione del noleggio video o dell’acquisto di DVD?
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Ho sbagliato mestiere?

Un classico piercing alla linguaA quanto pare il tema del lavoro e dell’occupazione resta centrale nei post di questo periodo: sarà mica una delle mie solite crisi di identità professionale che comincia ad affacciarsi? Diciamo che tutto è nato dall’avere accompagnato mio figlio, ieri pomeriggio, a farsi un piercing in una cittadina poco distante dal nostro ‘villaggio’ (essendo quindicenne doveva essere accompagnato da un adulto, possibilmente un genitore, secondo le nuove normative). Prima che qualcuno faccia commenti sull’educazione dei figli, ricordatevi che sono stato adolescente negli anni Settanta, e ho fatto anche di peggio.
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Il Lato Oscuro del Digitale

una vita per il digitaleDa cinque a quindici ore al giorno dedicate all’esplorazione di un mondo vastissimo. Una media di sette ore e mezza (per difetto, in realtà la media è molto più alta) che moltiplicata per trecentosessantacinque giorni è uguale a quasi tremila ore, che moltiplicate a loro volta per venticinque anni arrivano quasi a settantacinquemila ore (che riaccorpate diventano 3.125 giorni ovvero più di otto anni). Nonostante ciò, non bastano ad esplorare quel mondo, perché esso continua a espandersi e diventa sempre più complesso.

Una sola scelta, infinite rinunce

È stato così dall’inizio.
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Lavorare: quanto, come, perche’

Un segnale molto notoApprofittando del commento che l’autore del blog bruttagente ha inserito per il post precedente, sono andato a curiosare nei suoi scritti e devo dire che mi sono piaciuti, nonostante il tono polemico e un po’ negativo (ma i blog devono riflettere i pensieri, le idee e le opinioni dell’autore, no?). In particolare, mi ha colpito il post intitolato Il riposo del guerriero.
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Rassegna stramba del 12 ottobre 2015

Do inizio a questa serie di rassegne stampa ‘a ruota libera’ come esperimento di ‘sguardo alle novità’ e apertura al dibattitto che ne può derivare, quindi abbiate pazienza riguardo alla scelta delle notizie, allo stile e a tutto il resto, è solo uno ‘sfizio’, in fondo. Anzi, più che altro è un pretesto per inquadrare i cambiamenti attuali alla luce di quanto è successo nel passato più o meno recente, visto che spesso si tende a dimenticare alcuni particolari del passato che sono invece rilevanti alla luce di quanto ci coinvolge nel quotidiano.

postino-incazzatoComincerei con Poste.it che annuncia il suo ingresso in Borsa, in modo abbastanza trionfale nonostante gli ennesimi annunci di tagli ai servizi cui abbiamo assistito nelle scorse settimane. Per carità, tanto di cappello all’evoluzione dei servizi che ha accompagnato l’azienda in questi anni e l’ha resa sicuramente più flessibile ed efficiente che in passato (tralasciando i continui cambi di interfaccia al sito ufficiale), ma le penalizzazioni che il nostro Paese sta subendo riguardo alla consegna della corrispondenza (e alle quali qualcuno lassù tenta giustamente di opporsi) somigliano un po’ troppo a quelle che abbiamo visto imporre dalle ferrovie anni fa con la chiusura di un’enorme quantità di piccole stazioni (e che oggi si trasformano in un’opportunità di ‘riciclo’ delle stazioni inpresenziate da parte dei cittadini) e una sempre maggiore riduzione dei servizi su alcune tratte ferroviarie. Tagli e riduzioni che spesso si accompagnano, per assurdo, ad aumenti dei prezzi per il pubblico. Indovinate un po’ dove va a finire il proverbiale cetriolo ancora una volta? Inutile sottolineare come l’Italia sia costituita in percentuale notevole da piccoli centri di provincia che andrebbero invece valorizzati invece che penalizzati considerato il patrimonio potenziale che rappresentano, e di conseguenza come questi tagli ‘periferici’ incidano come sempre su un territorio vastissimo. Come mai all’estero il rapporto fra maggior costo dei servizi e loro efficienza segue una sua logica, mentre da noi è sempre il contrario?

Per adesso mi fermo qui, credo di essermi già sfogato abbastanza…

Vicini di… blog

I miei vicini di blog di 2000 blogger italianiCome sapete (se avete letto gli ultimi post) ho partecipato alla simpatica iniziativa dei 2000 blogger italiani, anche se abitualmente non partecipo a questo genere di iniziative. Sarà stato il piacere di sentirmi parte di una comunità virtuale tanto vivace e arguta, saranno state le facce simpatiche dei miei colleghi della blogosfera, ma alla fine ho ceduto anche a un secondo ‘invito’: l’iniziativa ‘conosci il tuo vicino’. Leggi tutto “Vicini di… blog”